Il valore delle primarie

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Io me lo ricordo bene quel giorno. Fu uno di quelli in cui mi sentii ancora più orgoglioso del mio essere di sinistra fin dall’adolescenza, di credere profondamente in quegli ideali che nella mia famiglia erano pane quotidiano: la tolleranza, il rispetto, la solidarietà, l’uguaglianza, il leale confronto delle opinioni, la Costituzione come unico faro.

Ricordo l’atmosfera di attesa, ma ancor più la vena pulsante di entusiasmo e di passione che come una brezza mattutina attraversava piazze e strade di città e paesi di tutta l’Italia. Qualcosa del genere, pensavo, doveva essere accaduto il giorno del referendum tra repubblica e monarchia. Certo, c’era una gran bella differenza tra quel 2 giugno di quasi sessant’anni prima, ma anche qui c’era una scelta da fare, una scelta importante per il futuro della sinistra italiana e del governo che sarebbe nato dalle elezioni che dovevano seguire, in un momento storico in cui la contrapposizione destra-sinistra era quanto mai accesa.

Ricordo che uscii di casa nella tarda mattinata: avevo fatto conto sul fatto che il gazebo era a soli cinquanta metri dal cancello e ricordo lucidamente lo stupore di fronte alla lunga fila che aspettava civilmente il suo turno senza impazienza e intanto andava allungandosi. La gente si scambiava opinioni e battute e si sprecavano i sorrisi. Era una festa. E ricordo i volti conosciuti che mai avrei immaginato impegnati o solo simpatizzanti della coalizione che aveva preso un nome fortemente simbolico, L’Unione. 

Era il 16 ottobre del 2005, e quelle erano le prime Primarie cui partecipavo e come me, scoprii dopo,  quasi  4 milioni e mezzo di cittadini. Erano cittadini che avevano sentito l’appello democraticamente lanciato dalla coalizione e avevano risposto spontaneamente, sollecitati nel loro senso civico e dal dover partecipare attivamente alla vita politica del Paese.

Perché questo rappresentano le Primarie: in contrapposizione al sistema che prevede che gli elettori debbano scegliere tra i candidati scelti dai partiti e calati dall’alto per la successive elezione a una carica pubblica, sono una grande manifestazione di democrazia mediante la quale si promuove la massima partecipazione dei cittadini per esprimere liberamente la preferenza per il candidato di un partito o di uno schieramento. 

Tra meno di un anno i romani verranno chiamati a eleggere il nuovo sindaco. Ad oggi, non è ancora dato di sapere se i partiti della sinistra decideranno di adottare le Primarie oppure sceglieranno la via suicida di imporre i loro candidati. Ma è opinione quanto mai diffusa che se non si vuole che al Campidoglio si replichi la funesta esperienza di quando prevalse una destra retrograda tesa solo al proprio interesse, l’unica strada percorribile che presenti reali opportunità di vittoria sia data dalle Primarie. Solo sollecitando elettori ed elettrici a esprimersi per il bene della città, potremo aspettarci che Roma risponda all’appello.

One thought on “Il valore delle primarie

  1. Sono perfettamente d’accordo! Penso che l’ultimo capoverso debba essere il payoff della campagna politica per il 2021, di una sinistra moderna e soprattutto attenta alle attese dei cittadini e le esigenze di Roma.

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Riccardo Magi

Mar Lug 7 , 2020
Età: 43 Studi: Laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma Professione:  Estrazione politica: Radicali Italiani Esperienze politiche passate: Dal 2009 al 2013 Segretario dei Radicali Roma, dal 2013 al 2015 Consigliere Comunale di Roma Capitale, dal 2015 al 2018 Segretario Nazionale dei Radicali Italiani, dal 2018 Deputato della Repubblica […]