Rosi: “Serve un sindaco direttore d’orchestra”

Intervista ad Alessandro Rosi (PD), Consigliere del Municipio Roma V

Consigliere, manca meno di un anno alle elezioni amministrative per il Sindaco di Roma e per il rinnovo degli organi politici del Comune e dei Municipi, cosa ne pensa della situazione politica nel campo del centrosinistra?

Veniamo da mesi drammatici in cui tutto è cambiato e durante i quali non ci siamo mai fermati, continuando a lavorare con tutti i nostri eletti e con gli alleati. Dopo l’emergenza, la ripartenza del prossimo autunno sarà decisiva. La priorità deve essere quella di sostenere la Città e di aiutare i cittadini di Roma ad affrontare la drammatica crisi economica e sociale che stiamo vivendo senza mai abbassare la guardia sulla sicurezza, perché il virus è ancora in circolo e solo con il vaccino potremo voltare pagina. Per questo al primo posto dobbiamo sostenere la battaglia per garantire che il vaccino possa essere un diritto di tutti e non un privilegio per pochi. Solo superato questo, potremo pensare alle dispute elettorali.

Pensa che l’alleanza di Governo possa essere replicata nell’amministrazione della Città?

Siamo alla vigilia dei 150 anni di Roma Capitale e il Governo sta trasformando questo avvenimento in una importante questione nazionale. Inoltre da quando il PD è al Governo l’azione concreta del Capodelegazione Dario Franceschini, insieme ai nostri ministri e sottosegretari hanno nuovamente posto Roma al centro dell’agenda nazionale stanziando risorse e sostenendo proposte per la Città. Persino la Riforma dei poteri di Roma Capitale ha ripreso il suo percorso dopo anni di fermo. 
Il populismo delle destre che cavalcano le paure può essere sconfitto solo affrontando i problemi che generano queste inquietudini senza cercare scorciatoie o risposte facili. Con il sostegno del Governo, Roma può farcela.

Che giudizio dà del sindaco Raggi e della sua giunta?

L’emergenza dovuta al coronavirus è stato uno straordinario acceleratore di processi che ha sottolineato tutte le qualità delle buone amministrazioni e tutti i limiti delle cattive amministrazioni. Il Governo e la Regione Lazio hanno stanziato risorse e si sono schierati tempestivamente al fianco dei cittadini in difficoltà, e anche nei Municipi di centrosinistra si sono viste iniziative importanti. In tutto questo, Virginia Raggi e la sua giunta, dilaniati da lotte interne, non hanno fornito alcuna risposta alla Città: nessuna risorsa è stata stanziata direttamente, ancora non è stata approvata la delibera sulle OSP, vi sono stati enormi ritardi su buoni spesa e bonus affitto, abbiamo assistito al fallimento nel sociale, nella scuola e sui temi dell’infanzia, per non parlare dell’assurda scelta di rinunciare all’ “Estate Romana”.

Ci dica tre tematiche principali di cui, secondo Lei e secondo i cittadini che incontra, il suo schieramento dovrebbe occuparsi?

A mio avviso i tre temi principali sul quale si gioca il futuro della Città sono: rigenerazione urbana, sia degli spazi pubblici che di quelli privati; mobilità sostenibile, riscoprendo in chiave attuale la cura del ferro e chiusura del ciclo dei rifiuti all’interno del territorio comunale.

Che caratteristiche deve avere un Sindaco per poter far fronte alle questioni irrisolte della Capitale?

Le caratteristiche principali che deve avere il Sindaco sono le stesse di un direttore di orchestra: deve conoscere la parte di ogni musicista e coordinarli in modo da lasciare spazio ad abilità individuali senza però rovinare il lavoro corale del gruppo.

Secondo Lei, è preferibile che sia scelto tra i big della Politica nazionale o deve provenire dalla società civile? Top Player o manutentore?

Non è importante l’estrazione del singolo, il fattore decisivo per chiunque si candida a Sindaco di Roma è avere una grande squadra, credibile, di almeno cento personalità politiche e della società civile disposti a mettersi al servizio della Città. Un solo uomo al comando non può nulla in un contesto di cosi grande complessità.

Veniamo al metodo della scelta: che giudizio dà del metodo delle Primarie?

Le Primarie sono nel Dna del centrosinistra e del Partito Democratico.

Può dirci un punto di forza e uno di debolezza delle Primarie?

Le primarie permettono un grande slancio di partecipazione e trasparenza nella selezione della classe dirigente, la debolezza sussiste quando i candidati non sono conosciuti al grande pubblico allora rischiano di trasformarsi solamente in una conta interna.

Preferisce che la scelta del candidato avvenga in modo diverso? Se sì quale?

Non preferisco i metodi utilizzati dagli altri partiti.

Come immagina Roma tra dieci anni?

Sono certo che la nostra Città possa tornare a riscoprire la sua centralità sia in un’ottica nazionale che internazionale. Possa riscoprire la sua capacità naturale di accoglienza. La immagino come una casa in cui i cittadini vivano felici.

Tra i sindaci del passato, qual è il suo preferito e perché?

Pensando ai sindaci del passato mi viene in mente Ernesto Nathan perché a lui dobbiamo la grande modernizzazione di Roma; mi viene in mente Luigi Petroselli perché è morto nello svolgere il suo servizio alla Città; mi viene in mente Francesco Rutelli perché tutto ciò che oggi funziona ha radici nella sua esperienza di governo, nel periodo della grande trasformazione di Roma.

Suggerisca al centrosinistra uno slogan per vincere le elezioni amministrative del 2021...

Non sono in grado. Il problema in questo periodo è che si cerca troppo spesso una risposta facile, immediata, in un singolo tweet di pochi caratteri. Da parte mia cerco di riscoprire la complessità di questi processi di governo in cui la risposta può essere complessa.

(Intervista di Gaia Coggiatti – Cittadini Democratici)

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