Ciconte: “Il dialogo prima dei nomi”

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È uno dei massimi esperti italiani sulla criminalità organizzata. È stato docente all’Università di Roma Tre, è tuttora docente all’Università degli Studi dell’Aquila e dal 2013 insegna “Storia delle Mafie italiane” presso il Collegio S.Caterina dell’Università di Pavia. Consulente presso la Commissione parlamentare antimafia e autore di innumerevoli saggi sui meccanismi di infiltrazione mafiose e strutture organizzative criminali. Da sempre appassionato di politica.

Che rapporto c’è oggi tra partiti e cittadini?

È un rapporto molto difficile e complesso anche perché non ci sono più i partiti che hanno scritto la Costituzione. I partiti di oggi sono molto spesso dei comitati elettorali che non hanno una vita democratica al loro interno; e il Movimento 5 Stelle che pure ha contribuito a indebolire quei partiti non brilla certo per democrazia interna e vita democratica. Il risultato è che, fatte le debite eccezioni, i cittadini fanno fatica a essere rappresentati e a incidere nelle scelte se non al momento del voto quando oramai è troppo tardi per incidere sugli indirizzi politici.

Il metodo delle elezioni primarie è ancora opportuno per la scelta dei candidati?

Penso proprio di sì, se la coalizione non riesce a trovare una scelta condivisa. A quel punto le primarie sono obbligatorie anche se ho ben presente i limiti e i rischi che voglio segnalare: di norma, al di là delle belle dichiarazioni dei candidati, le primarie sono divisive. E ciò ha delle conseguenze. Poi, alle primarie possono votare tutti, non quelli dichiaratamente di centrosinistra e questo a livello locale è un vero e proprio rischio di inquinamento del voto.

Per le prossime elezioni amministrative di Roma 2021, se potesse dare un consiglio al centrosinistra, suggerirebbe di scegliere il candidato attraverso le primarie?

Il mio suggerimento è che prima dei nomi si faccia una discussione ampia, corale, la più larga possibile che individui gli indirizzi principali di un rilancio di Roma guardando alla città come capitale europea con un orizzonte largo. Roma dev’essere ripensata dalle fondamenta, così come deve essere ripensato il suo assetto sociale che appare diviso e slabbrato, con l’emersione di nuove povertà e rigurgiti razzisti e fascisti. Una città dove corruzione e mafie di diversa natura sembra abbiano trovato il loro humus naturale.

Che sindaco le piacerebbe?

Un sindaco che sia in grado di interpretare al meglio e di fare una sintesi delle discussioni sulla città.

Farebbe un in bocca al lupo al comitato Primarie Roma 2021?

Lo faccio molto volentieri. In bocca al lupo!

One thought on “Ciconte: “Il dialogo prima dei nomi”

  1. Grazie Dott. Ciconte. Ho avuto il privilegio di conoscerlo durante la prima edizione di LAZIO SENZA MAFIE SUMMER SCHOOL, scuola di legalità organizzata dall’Osservatorio per la Sicurezza, la Legalità e la Lotta alla Corruzione della Regione Lazio, e sono rimasta molto colpita dalla sua professionalità e integrità.

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