Andreoli: “Voglio un cambiamento Radicale”

Giorgio Andreoli, Consigliere Municipio Roma 2, Radicali Roma

Consigliere, manca meno di un anno alle elezioni amministrative per il Sindaco di Roma e per il rinnovo degli organi politici del Comune e dei Municipi, cosa ne pensa della situazione politica nel campo del centrosinistra?

Constato una incapacità nel voler concepire una visione e una gestione diversa della città, pur nella consapevolezza del bisogno di rinnovamento. Un partito egemone, il PD, che pur di conservare il potere politico non è pronto ad ascoltare le altre voci dell’area del centrosinistra.

Ci dica tre tematiche principali di cui, secondo Lei e secondo i cittadini che incontra, il suo schieramento dovrebbe occuparsi? 

Un decentramento delle responsabilità, da Roma Capitale ai municipi. Più vivibilità della città (smart city) con tutto ciò che comporta la mobilità, l’uso e la cura degli spazi pubblici, la chiusura del ciclo dei rifiuti, lo sviluppo dell’imprenditorialità attraverso la promozione dell’innovazione e del settore privato. Infine le politiche sociali.

Ci sono battaglie che è riuscito a vincere?

Personalmente non posso accreditarmi nessuna azione particolare, ma insieme con la maggioranza del II Municipio di cui faccio parte, ritengo si sia lavorato bene su politiche sociali ed educative, gestione del verde, attenzione per le attività commerciali.

Che caratteristiche deve avere un Sindaco per poter far fronte alle questioni irrisolte della Capitale? Secondo Lei, è preferibile che sia scelto tra i big della politica nazionale o deve provenire dal territorio? 

Credo sia irrilevante la provenienza, ma la capacità di ascoltare il territorio è indispensabile così come la capacità di arrivare a una azione di sintesi attraverso l’unione dei contributi che riceve da tutti gli attori coinvolti col fine ultimo di ribaltare un sistema consolidato di clientelismo e di disallineamento dell’amministrazione rispetto alla politica.

Veniamo al metodo della scelta: che giudizio dà del metodo delle Primarie? Sono un percorso partecipativo o, come dice Calenda, si perde solo tempo a litigare?

Apprezzo molto il metodo partecipativo che è alla base del processo delle Primarie. Consente una responsabilizzazione diretta sia dei cittadini che dei candidati

Come immagina Roma tra 10 anni? 

Se si riferisce a come la vorrei, mi immagino degli amministratori che siano veramente al servizio dei cittadini e non al servizio dei partiti che rappresentano o delle forze che li sostengono. Questo significherebbe un reale impegno a rispondere alle primarie richieste: dalla mobilità, alla nuova urbanistica, alla gestione del bene comune. Se invece si riferisce a quello che prevedo, purtroppo sono molto pessimista. La mia esperienza diretta come consigliere e come attivista sul territorio mi hanno mostrato una diffusa sfiducia dei cittadini che in gran parte li rende non partecipi del processo democratico di governo della città. Molti di quelli che partecipano, invece, sembrano assolutamente fiduciosi delle forze politiche che hanno sostenuto, nonostante i risultati assolutamente negativi. Sembra quasi che molti sostengano le forze politiche di riferimento come si sostiene una squadra di calcio, magari con spirito critico, ma sempre con una fede indiscussa. Chi è pronto a cambiare lo fa spesso solo come opposizione al sistema, anche in assenza di un piano concreto per il cambiamento. E le forze politiche che detengono il potere hanno tutto l’interesse a nascondere od offuscare le entità minori, o nuove che promuovono idee e politiche differenti, di fatto annientando il confronto politico. 

Tra i sindaci del passato, qual è il suo preferito? Perché?

L’ultimo che ho apprezzato molto è stato Rutelli, anche se mi piaceva la volontà di cambiamento di Marino, al quale però è mancata capacità politica. Prima di Rutelli, ci sono stati diversi nomi, sicuramente Petroselli, ma anche Argan, che come Rutelli sono stati capaci di trasformazioni culturali. Leggendo la storia si deve rimpiangere Nathan, e poi devo ricordare necessariamente mio nonno, di cui porto il nome e che mi ha insegnato il rispetto per le istituzioni e che fu pro-sindaco con Rebecchini.

Suggerisca al centrosinistra uno slogan per vincere le elezioni amministrative del 2021.

Ci devo pensare, ma è importante che non sia contro qualcuno, sport diffuso negli ultimi anni, piuttosto a sostegno di una idea, una proposta, un cambiamento, possibilmente RADICALE.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Next Post

Cecera: "Priorità? Rifiuti, manutenzione e decoro"

Ven Lug 17 , 2020
Intervista ad Alessio Cecera. Consigliere PD del Municipio Roma XIV Consigliere, manca meno di un anno alle elezioni amministrative per il Sindaco di Roma e per il rinnovo degli organi politici del Comune e dei Municipi, cosa ne pensa della situazione politica nel campo del centrosinistra? Penso che sia arrivato […]