Cecera: “Priorità? Rifiuti, manutenzione e decoro”

Intervista ad Alessio Cecera. Consigliere PD del Municipio Roma XIV

Consigliere, manca meno di un anno alle elezioni amministrative per il Sindaco di Roma e per il rinnovo degli organi politici del Comune e dei Municipi, cosa ne pensa della situazione politica nel campo del centrosinistra?

Penso che sia arrivato il momento di lanciare una campagna di ascolto cittadina di tutte le realtà sociali, civiche, culturali, associative, produttive e sindacali per costruire l’ossatura del programma elettorale. Pochi punti, semplici ma che devono essere sviscerati a fondo: gli asset del programma non dovranno essere troppi altrimenti rischiamo di perdere di vista gli obiettivi minimi da raggiungere subito. Per esperienza diretta da ex assessore ai Lavori Pubblici del Municipio XIV, quello che si riesce a fare e programmare nei primi 18 mesi, non riesci a farlo dopo metà mandato.

Pensa che l’alleanza di Governo possa essere replicata nell’amministrazione della Città?

Assolutamente no, non credo sia replicabile. Gli interlocutori a Roma sono diversi e hanno perso più volte l’occasione di costruire un dialogo con le forze sane dell’opposizione e con le forze sociali della città. Non dobbiamo però perdere di vista l’obiettivo di convincere l’elettorato Cinque Stelle (quello di sinistra che votò in buona fede la Raggi nel 2016) a votare per noi. Dobbiamo allargare il campo, includere e convincere chi non ci ha votato nel 2016 a farlo questa volta.

Che giudizio dà del sindaco Raggi e della sua giunta?

Non può che essere negativo. Nessuna idea forte della città, nessun progetto di scala metropolitana portato avanti. La giunta Raggi si è caratterizzata sostanzialmente per i no con cui è riuscita a paralizzare lo sviluppo della città. Oltre ovviamente a una inefficiente gestione dell’amministrazione ordinaria.

Ci dica tre tematiche principali di cui, secondo Lei e secondo i cittadini che incontra, il suo schieramento dovrebbe occuparsi? 

Sicuramente il tema dei rifiuti che va di pari passo con il decoro urbano; in secondo luogo la manutenzione urbana: degli edifici scolastici, delle strade delle opere pubbliche nel loro complesso. Infine la riforma della macchina amministrativa del Comune e dei Municipi (decentramento e maggiori poteri/funzioni ai municipi).

Che caratteristiche deve avere un sindaco per poter far fronte alle questioni irrisolte della Capitale? Secondo Lei, è preferibile che sia scelto tra i big della Politica nazionale o deve provenire dal territorio?

Innanzitutto penso che a prescindere dalla caratura del candidato sindaco, serve una rosa ampia di nomi per la squadra di governo della città nel suo complesso. Dopodiché il candidato anche se proveniente dalla politica nazionale non può essere slegato dalla città. “Per governare Roma bisogna amarla” diceva Petroselli.

Veniamo al metodo della scelta: che giudizio dà del metodo delle Primarie? Ci dica un punto di forza e uno di debolezza delle Primarie?

La forza delle Primarie è la condivisione della scelta con il proprio elettorato. Il rischio reale, come purtroppo è già accaduto in passato, è che siano inquinate da cordate clientelari che ne sviliscono la funzione nobile di scelta democratica.

Come immagina Roma tra 10 anni? 

Impensabile farlo oggi. Tutto dipende da chi vincerà a giugno 2021. Se si rimette in pista un progetto di governo serio, Roma potrà tornare a correre e ad essere il punto di riferimento economico e culturale del Paese e dell’Europa. Come lo fu negli anni Novanta.

Tra i sindaci del passato, qual è il suo preferito? Perché?

Indubbiamente Rutelli perché fu il Sindaco della rinascita. Ma anche Veltroni è stato un grande Sindaco.

Suggerisca al centrosinistra uno slogan per vincere le elezioni amministrative del 2021.

Roma. La Capitale… Al posto dei puntini possiamo inserire l’argomento di cui si parla. Dello sport, della cultura, delle infrastrutture, dei trasporti, delle persone ecc.

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