Pietrosante (LeU): “Restituiamo alla città gli spazi abbandonati”

Matteo Pietrosante è Consigliere (LeU) del Municipio Roma III

Consigliere, manca meno di un anno alle elezioni amministrative per il Sindaco di Roma e per il rinnovo degli organi politici del Comune e dei Municipi, cosa ne pensa della situazione politica nel campo del centrosinistra?
Penso che il campo del centro sinistra continui a scarseggiare di ideologia e valori ma, nonostante questo, a livello locale si sta creando una movimentazione politica rilevante che sta mettendo in campo delle energie nuove.

Pensa che l’alleanza di Governo possa essere replicata nell’amministrazione della Città?
Non credo che ciò possa avvenire. Nonostante nell’esperienza di governo la presenza dei 5Stelle stia risultando anche fruttuosa, nella Capitale ciò reputo sia non replicabile, specie per i protagonisti in campo che, nella maggior parte dei casi, non hanno un profilo idoneo ad un progetto del genere.

Che giudizio dà del sindaco Raggi e della sua Giunta?
Fare il sindaco di Roma credo risulterebbe “arduo” per chiunque, ma proprio qua sta la differenza tra chi ha capacità e idee per guidare il cambiamento di una città e chi invece ha giocato a fare la politica e si è ritrovata in un posto al di sopra delle sue possibilità e capacità.
La sindaca Raggi si è rivelata facente parte della seconda categoria. Fa quasi tenerezza vederla pubblicizzare interventi di manutenzione ordinaria di parchi e strade, ma d’altronde ciò dà la misura della pochezza di progetti che governa il Campidoglio.

Ci dica tre tematiche principali di cui, secondo Lei e secondo i cittadini che incontra, il suo schieramento dovrebbe occuparsi? 
Dovrebbe occuparsi di riqualificazioni dei quartieri e dei quadranti che diano dignità e un nuovo volto alla quotidianità delle persone attraverso nuovi spazi pedonali e nuovi paradigmi di vita del cittadino. Di sicurezza, una sicurezza che se non deve essere lasciata alla Destra non deve neanche essere trattata, come spesso si è fatto a Sinistra, come vivessimo nel “Libro Cuore”. Sicurezza vuol dire portare servizi e attività nei quartieri dormitorio ma vuol dire anche utilizzare strumenti come le telecamere non per reprimere piccoli atti di vandalismo ma per contrastare vere e proprie realtà criminali. Di Spazi, nella nostra città c’è una richiesta famelica di spazi da parte delle tantissime realtà associative che vivono nella nostra città. Ogni volta gli Enti Locali si trovano con pochissimi spazi che spesso hanno difficoltà a gestire e a governare. Sono innumerevoli invece gli immobili del Comune di Roma abbandonati. Ecco il tema della riconsegna di tali spazi alla cittadinanza in modo fattivo e per nulla retorico dovrebbe essere un punto importante del prossimo programma elettorale comunale.

Quali caratteristiche dovrebbe avere un sindaco per poter far fronte alle questioni irrisolte della Capitale? 
Persona di competenza anzitutto politica, che conosca il “sistema Roma” a livello amministrativo, che sappia scegliere le persone giuste nei luoghi giusti e che abbia delle qualità umane idonee a far gestire le varie situazioni di crisi in cui un sindaco incappa quasi obbligatoriamente.

Secondo Lei, è preferibile che sia scelto tra i big della Politica nazionale o deve provenire dalla società civile? Top Player o manutentore?
In realtà la retorica sulla società civile non ha mai portato particolari frutti al benessere della città. Sicuramente chi vuole fare il capocantiere è preferibile abbia fatto anche il manovale semplice, ma ancor più importante è che il possibile candidato abbia lo spessore umano e politico per dare una prospettiva a Roma.

Veniamo al metodo della scelta: che giudizio dà del metodo delle Primarie? 
Le Primarie sono uno strumento molto importante di democrazia e dialogo all’interno di una coalizione, nondimeno nulla esclude che si possa trovare un candidato, senza Primarie, che per caratteristiche riesca a sintetizzare tutti i valori in campo.

Può dirci un punto di forza e uno di debolezza delle Primarie? 
Sono i punti di forza e di debolezza della democrazia che tutti noi conosciamo già.

Preferisce che la scelta del candidato avvenga in modo diverso? Se sì quale?
Ripeto il metodo di scelta non è il tema da mettere al centro per la scelta del candidato.

Tra i sindaci del passato, qual è il suo preferito? Perché?
Petroselli, per la capacità di dare un’anima e un futuro alla città.

Suggerisca al centrosinistra uno slogan per vincere le elezioni amministrative del 2021.
Pensare Globale, Agire Locale.

(Intervista di Gaia Coggiatti – Cittadini Democratici)

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