Habdank: “Lavoro, giovani e spazi, tre argomenti da affrontare subito”

Intervista a Nastassja Habdank Consigliera del Partito Democratico nel Municipio Roma III e Presidente Commissione Pari Opportunità.

Consigliera, manca meno di un anno alle elezioni amministrative per il Sindaco di Roma e per il rinnovo degli organi politici del Comune e dei Municipi, cosa ne pensa della situazione politica nel campo del centrosinistra?

Dico “Beato chi ci capisce”. C’è ancora molta confusione e questo mi dispiace perché così facendo creiamo smarrimento e sconcerto anche in chi potenzialmente ci appoggerebbe. Dico “ci” perché sono convinta che il centrosinistra debba presentarsi unito e convinto alle elezioni del 2021. 

Pensa che l’alleanza di Governo possa essere replicata nell’amministrazione della Città?

Ne dubito, appena insediato il governo Conte Bis, il PD di Roma ha ribadito la propria convinta opposizione alla Giunta Raggi. Servirebbe un cambio di rotta radicale da parte dell’attuale amministrazione. Sinceramente spero che gli elettori che, disamorati e stanchi, hanno votato Raggi nel 2016, questa volta possano vedere nel Centrosinistra una valida alternativa alla destra. Sta a noi fare in modo che questo accada. 

Che giudizio dà del sindaco Raggi e della sua giunta?

Un giudizio negativo. Virginia Raggi mi fa tenerezza, spesso si vanta di risultati che dovrebbero far parte dell’ordinaria amministrazione della città. Non ha una visione d’insieme, non ha una squadra competente che la supporti. Basti pensare che Roma non ha un assessore con la delega ai rifiuti (e si vede ! ). La Raggi è stata lasciata sola da un movimento, quello dei Cinque Stelle, che si dimostra sempre più debole e privo di valori. 

Ci dica 3 tematiche principali di cui, secondo Lei e secondo i cittadini che incontra, il suo schieramento dovrebbe occuparsi? 

Lavoro, Giovani e Spazi. Sono tre questioni che a Roma devono essere affrontate con serietà e lungimiranza. Tre sfere separate dal cui intreccio però potrebbero nascere moltissime occasioni di riscatto per la Capitale d’Italia.    

Che caratteristiche deve avere un Sindaco per poter far fronte alle questioni irrisolte della Capitale? Secondo Lei, è preferibile che sia scelto tra i Big della Politica nazionale o deve provenire dalla società civile? Top Player o manutentore?

Deve avere una visione generale, ma nitida della Città e delle sue problematiche, deve dotarsi di una squadra di persone preparate e coscienti che abbiano sotto controllo i propri campi specifici di competenza.  Soli non si va lontani. Un esponente della politica nazionale potrebbe raccogliere più facilmente il favore dell’elettorato. Certo, un sindaco poi ha a che fare con problemi concreti che influenzano giornalmente la vita delle persone, quindi qualcuno che si sia già confrontato con l’amministrazione locale potrebbe essere più efficiente. Proprio per questo serve una squadra ben pensata secondo me. 

Veniamo al metodo della scelta: che giudizio dà del metodo delle Primarie? Può dirci un punto di forza e uno di debolezza delle Primarie? Preferisce che la scelta del candidato avvenga in modo diverso? Se sì quale?

Le Primarie sono uno strumento importante in un sistema democratico, il rischio però è sempre quello di finire a parlare di soli nomi tralasciando i contenuti. Per cui Primarie sì, ma senza escludere la possibilità di trovare un/a candidato/a che metta d’accordo le varie forze politiche in maniera limpida. 

Come immagina Roma tra 10 anni?

Mi piace immaginarla attrattiva per le nuove generazioni, accogliente nei confronti di tutte e tutti. Mi piace pensare ad una città in cui nessuno venga lasciato indietro, multiculturale,piena di attività e di possibilità lavorative, rispettosa dei tempi e delle esigenze di ciascuno/a. Spero che per allora si sia sviluppata un’idea nuova di movida, che ci sarà almeno l’ombra di una rete metropolitana degna, con treni che passino anche di notte. Immagino una Roma con cui poter crescere e cambiare ogni giorno, che abbia però dei capisaldi su cui poter fare affidamento. 

Tra i sindaci del passato, qual è il suo preferito? Perché?

Essendo nata nel ’98, mi ricordo le Amministrazioni da Veltroni in poi. Degli altri ho sentito, letto e studiato. Direi Petroselli: era sempre dalla parte dei più deboli, dei disoccupati, delle donne sole, dei minori. Aveva un’idea precisa di Roma. Voleva unificare la città, avvicinare le periferie al centro sia culturalmente che fisicamente. In soli due anni ha lasciato una notevole impronta a Roma

Suggerisca al centrosinistra uno slogan per vincere le elezioni amministrative del 2021.

Sono pessima con gli slogan. Credo che prima di arrivare alla definizione di uno slogan ci sia ancora da discutere di proposte e programmi.

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