Sabri (PD): “Serve un sindaco che dialoghi con tutta la città”

Intervista a Enrico Sabri, Segretario del Partito Democratico nel Municipio Roma XIV.

Segretario, dopo 4 anni di giunta Raggi, il suo Municipio come è cambiato?

Buon giorno, il mio presidente (Alfredo Campagna) era quello dei famosi tre punti “trasparenza, il sito e poi non ricordo…”. Penso basti questo, considerando anche tutti i problemi di trasparenza che proprio nel nostro territorio si sono presentati e che il sito viene aggiornato molto raramente.

Al Governo del Paese, il M5S e il PD sono alleati: a livello locale che rapporto c’è tra il suo partito e quello della Sindaca?

Dipende dalle zone e dai rapporti interpersonali. Il problema è che fondamentalmente i 5 Stelle a Roma non esistono e quindi puoi trovare l’amministratore normalmente bravo, come puoi trovare quello con idee strambe, come il consigliere del XII Municipio che giusto ieri ha dichiarato che l’omosessualità è indotta dai vaccini. Nel mio municipio il rapporto è pessimo se non inesistente. Dovendo usare degli aggettivi per descriverli, userei: tracotanza, prepotenza, inaffidabilità. Hybris. Se lei mi sta indirettamente chiedendo un parere su una eventuale alleanza Rosso-Gialla su Roma, il mio è completamente negativo.

È in grado di indicare tre problematiche su cui il centrosinistra dovrebbe investire per vincere le elezioni?

Edilizia popolare, trasporti, attività produttive. Come Bonus, se me lo consente, metterei anche la riforma della città metropolitana in regione autonoma così da devolvere più poteri ai municipi.

Com’è, sul suo territorio, il rapporto tra Partito Democratico e la sua base? C’è partecipazione dei cittadini alle iniziative politiche?

Il mio è un territorio vastissimo e composito, con realtà attive e ramificate dove è molto forte la presenza della sinistra. Al congresso nazionale la mozione Corallo da noi ha preso il 30%, segno del forte impatto identitario e generazionale del quale sono estremamente fiero.

Cosa pensa del metodo delle Primarie come modalità di scelta del candidato Sindaco? sono un momento di aggregazione e costruzione di un’identità oppure una scusa per “pesarsi” e litigare tra candidati?

Parliamoci chiaramente: il centrosinistra cittadino negli ultimi 10 anni ha bruciato tutta la sua classe dirigente e non ha un programma di governo omogeneo. Le Primarie in questo caso sono necessarie, al comune come nei municipi, per tre motivi: mobilitazione, promozione di un quadro dirigente rappresentativo, risoluzione dei conflitti politici. 

Che Sindaco piacerebbe agli elettori del PD del Municipo XIV? Una riconosciuta personalità politica o un candidato che viene dal territorio?

Guardi, noi romani siamo una popolazione disincantata. Famoso o no, territorio o no, il sindaco di Roma deve avere le idee chiare ed essere una figura in grado di dialogare con tutte le parti della città. Anche quelle scomode.

Dei sindaci del passato, qual è il suo preferito?

Guiccioli, sinistra storica. Quello della statua di Giordano Bruno. Altrimenti contemporaneo direi il primo Rutelli, che ha rivoltato la città come un calzino dopo i disastri di Carraro e della DC.

Suggerirebbe uno slogan al centrosinistra per vincere le elezioni?

Roma risorge!

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