Roma, città da rilanciare. Ora.

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di Giovanni Crisanti, laureato in Global Governance, attivista romano e scrittore

“Roma è la città più bella al mondo, ma si potrebbe vivere molto meglio”: un mantra ormai sulla bocca di qualunque cittadino romano, specialmente in periferia. 

Sì, da studente l’idea che per raggiungere la mia Università siano necessari tre cambi di mezzi pubblici, in una traiettoria del tutto non lineare, è raccapricciante. Abbiamo a disposizione risorse dal valore inestimabile, dall’incredibile bellezza del patrimonio storico e culturale alle leadership nell’Università e la ricerca. Siamo il centro della governance del Paese. 

Dobbiamo esigere di più. Il luogo comune dell’ingovernabilità di Roma non può più essere l’alibi dietro il quale nascondere l’incapacità di gestione. Non ce lo possiamo permettere. 

Studiando a Tokyo per diversi mesi mi sono reso conto di come una metropoli di decine di milioni di abitanti possa offrire una mobilità pubblica ed efficiente, un ciclo dei rifiuti innovativo e decoroso e un sistema di ricerca, formazione, innovazione e investimento sui giovani propedeutico alla costruzione di cittadini e classe dirigente all’altezza delle sfide del momento.

Roma può farcela, ora. Necessita di scelte coraggiose e di rottura rispetto al passato recente, un ampio piano di investimenti e risanamento, e soprattutto di una squadra amministrativa competente.

Trasporti veloci e sostenibili.

L’obiettivo principale per la prossima amministrazione deve essere la implementazione e organizzazione della mobilità urbana della Capitale. Non è pensabile che dalla maggior parte delle periferie ancora non si possa salire su un mezzo di trasporto che non sia di superficie, dunque condizionato dal traffico. Sia esso un tram o una metropolitana, i romani devono poter uscire di casa sapendo di metterci sempre lo stesso tempo per arrivare a destinazione. Inoltre, sarebbe opportuno considerare soluzioni di immediata realizzazione: piste ciclabili a margine di carreggiata, preferenziali e una gestione intelligente dei semafori. Il tutto nel contesto di una progettazione e attuazione di un piano di mobilità green e su ferro a breve termine.

Un ciclo dei rifiuti efficiente e a impatto limitato.

Un’emergenza assoluta, strettamente legata all’indecorosa condizione di molti quartieri romani, è legata al ciclo dei rifiuti. Nella maggior parte dei municipi la spazzatura non viene raccolta secondo un sistema intelligente, efficiente e decoroso. I sacchetti vengono buttati nei cassonetti, che sono spesso troppo pieni e generano discariche urbane nel mezzo delle strade. Progettare un sistema di raccolta a impatto zero è possibile solo se si investe su una maggiore efficienza dello smaltimento dei rifiuti. Altrimenti non c’è spazio per le tonnellate di sacchetti della spazzatura che vengono prodotti ogni giorno. Occorrono maggiori impianti di trattamento meccanico-biologico, di riciclaggio, e almeno un termovalorizzatore di ultima generazione. So bene che quest’ultima è una soluzione spesso impopolare, perché poco conosciuta. Ne ho parlato in questo articolo su La Stampa, nel quale racconto i punti di forza di questa soluzione, la termovalorizzazione, legata a un piano per la transizione verso il massimo livello di riciclaggio possibile dei rifiuti cittadini. Un ciclo efficiente e a impatto zero, non nuoce alla sostenibilità ambientale e garantisce nel contempo una migliore qualità dell’aria ed un maggiore decoro urbano.

La creazione di spazi dedicati alla cittadinanza attiva

Roma è carente di luoghi accessibili a tutti dove svolgere attività di cittadinanza attiva, specialmente per i giovani. Sia essa volta alla creazione di start-up ed attività imprenditoriali, ad iniziative per il sociale e l’associazionismo, o semplicemente ad eventi ricreativi e culturali. Un’amministrazione vicina ai cittadini deve fornire spazi fisici e occasioni di confronto e socializzazione.

Roma necessità di un’iniezione di competenza e desiderio di rinnovamento. Ciò è possibile con un team amministrativo coeso, in cui maggioranza e opposizione del consiglio comunale giochino di squadra per mirare alle evidenti urgenze della Capitale. Il bene comune deve essere la priorità. Una città che investa non sul futuro, ma sul presente, che è sufficientemente precario. 

Dobbiamo partire dalle evidenti difficoltà che ogni cittadino vive la mattina uscendo di casa, per costruire un progetto che aspiri ad offrire grandi opportunità.

Smaltire i rifiuti creando energia: ecco perché gli impianti di Tokyo sono un esempio per Roma https://www.lastampa.it/esteri/2020/02/07/news/smaltire-i-rifiuti-creando-energia-ecco-perche-gli-impianti-di-tokyo-sono-un-esempio-per-roma-1.38438745

One thought on “Roma, città da rilanciare. Ora.

  1. Condivido tutto. Mi è mancata la parola cultira. Penso ai teatri autogestiti, all’educazione permanente, agli spazi per i giovani per fare/ studiare musica, arti visive, teatro .Penso agli spazi culturali anche per i meno giovani. Parliamo anche di case e dell’abitare? Progetti di cohausing, valorizzazione del verde nei cortili, nei balconi, nelle strade.Riqualificazione urbana a cominciare da piccole cose come eliminare antenne, riqualificare terrazze e spazi condominiali. Mi fermo qui.A te vorrei dire: bravo davvero! Maestra Orietta

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